Un safari di caccia in Africa si costruisce su tre scelte: il paese, le specie e il tempo a disposizione. Montefeltro organizza viaggi venatori in sei destinazioni, dal Sudafrica alla Tanzania, con programmi che vanno dai cinque giorni di plains game per chi parte la prima volta alle tre settimane necessarie per il dangerous game. Ogni caccia avviene su quote nazionali, con licenze regolari e la pratica di importazione del trofeo seguita da noi. Questa pagina raccoglie tutto quello che serve per orientarsi prima di chiedere un preventivo.

Le destinazioni

Sudafrica

È la porta d’ingresso classica all’Africa venatoria: buona logistica, voli diretti, distanze contenute e la maggiore varietà di antilopi del continente. Adatto a chi parte per la prima volta e a chi viaggia con la famiglia. Vedi la caccia in Sudafrica.

Namibia

Spazi enormi, visibilità aperta, tiri più lunghi che altrove. È il paese dei gemsbok, degli kudu e delle grandi antilopi del deserto, con paesaggi che rendono il viaggio interessante anche per chi non caccia. Vedi la caccia alle antilopi in Namibia.

Zimbabwe

La destinazione del dangerous game per eccellenza. Nella Save Valley Conservancy organizziamo la caccia al bufalo del Capo e la caccia all’elefante, entrambe su quota nazionale e con tracking sulla traccia.

Tanzania

Concessioni governative estese, safari lunghi, la caccia africana nella sua forma più classica e meno addomesticata. È il paese dei grandi felini e delle spedizioni tradizionali. Vedi la caccia in Tanzania.

Botswana

Blocchi esclusivi ai margini del Kalahari, con quote limitate e numeri chiusi. È la destinazione per chi cerca esclusività e accetta di programmare con largo anticipo. Vedi la caccia grossa in Botswana.

Mozambico

Il delta dello Zambesi, i papiri, i canneti: un ambiente diverso da tutto il resto e una caccia al bufalo che si fa camminando nell’acqua. Vedi la caccia in Mozambico.

Grandi aree di caccia nel cuore del Kalahar
Il plains game in Sudafrica è la scelta adatta per il primo safari

Quale destinazione scegliere

Se è il primo viaggio, la scelta ragionevole è il plains game in Sudafrica o in Namibia: cinque o sette giorni, più specie prelevabili, costi contenuti e la possibilità di capire come funziona un safari prima di impegnarsi su qualcosa di più grande. Chi vuole partire in gruppo può valutare l’Africa Prime Hunt, il nostro viaggio collettivo pensato per la prima Africa.

Se la specie obiettivo è il bufalo, si guarda a Zimbabwe e Mozambico. Se è l’elefante, a Zimbabwe e Botswana. Per i grandi felini serve la Tanzania, con i tempi lunghi che quella caccia impone.

Il fattore che pesa più del paese, comunque, è il tempo. Un plains game funziona in una settimana. Un bufalo richiede almeno dieci giorni. Un leone ne chiede ventuno per legge in Tanzania, e non è una formalità burocratica: è la durata che serve perché la caccia riesca.

Un approfondimento completo sulle antilopi e sulle differenze tra i quattro paesi principali è nel nostro atlante del plains game africano.

la caccia al leone richiede per legge un minimo di ventuno giorni in Tanzania

Le specie

Il plains game comprende le antilopi e gli ungulati delle savane e dei deserti: kudu, gemsbok, impala, blue wildebeest, springbok, zebra, warthog, waterbuck e molte altre, con differenze anche notevoli tra un paese e l’altro.

Il dangerous game è un’altra cosa, per tecnica, tempi e preparazione. Abbiamo dedicato una guida a ciascuna delle specie che organizziamo:

Quanto costa

Il costo di un safari africano si compone di due voci distinte, e confonderle è l’errore più comune quando si confrontano preventivi.

Il daily rate copre la giornata di caccia: il PH, i tracker, i trasferimenti interni, il campo, i pasti, il personale. Si moltiplica per il numero di giorni. Le trophy fee si pagano per ogni animale prelevato, secondo un listino per specie. Chi non spara non paga la quota trofeo.

A queste si aggiungono le voci che restano quasi sempre escluse: voli internazionali, licenze, tasse di conservazione, preparazione e spedizione del trofeo, mance, assicurazione. I prezzi sono già stati indicati nelle varie destinazioni.

Piccolo gruppo di zebre in africa

Quando andare

La stagione venatoria africana coincide in larga parte con la stagione secca, indicativamente da aprile o maggio a ottobre. È il periodo in cui la vegetazione si dirada, gli animali si concentrano intorno all’acqua e le tracce restano leggibili. Le date esatte di apertura e chiusura cambiano da paese a paese e da area ad area.

Si caccia più o meno tutto l’anno da marzo a novembre privilegiando i mesi “secchi”.

L’arma, i documenti, il trofeo

Si può viaggiare con la propria arma: l’importazione temporanea richiede una pratica che curiamo prima della partenza, paese per paese. In molte destinazioni sono disponibili in alternativa armi in loco, tarate e di buon livello.

Per il rientro del trofeo servono il permesso di esportazione del paese di caccia, seguito dall’agente dell’outfitter, e la pratica di importazione in Italia, seguita dal nostro spedizioniere. Per le specie in Appendice I e II CITES, tra cui elefante, leone e leopardo, occorre inoltre un permesso di importazione che va richiesto prima della partenza: è il primo passaggio da verificare quando si programma un safari su queste specie.

Tutta la procedura, dai documenti all’imballaggio, è descritta nel vademecum del cacciatore africano. Per l’attrezzatura c’è la checklist per il viaggio di caccia.

organizzare una caccia al leopardo
Springbok, antilope agile delle pianure del Botswana

La caccia in Africa e la conservazione

È il punto su cui la discussione è più accesa, e vale la pena affrontarlo con i meccanismi invece che con le opinioni.

Nelle aree gestite per la caccia, i proventi delle licenze e delle quote finanziano la sorveglianza antibracconaggio, il monitoraggio delle popolazioni e la gestione degli habitat.

In molte concessioni una parte del ricavato è destinata alle comunità rurali attraverso programmi partecipati, e questo cambia il calcolo economico di chi vive accanto alla fauna selvatica: un elefante che distrugge un campo o un leone che uccide il bestiame diventano un costo sopportabile solo se quella stessa fauna produce reddito, lavoro e infrastrutture.

Dove il meccanismo funziona, il territorio resta selvatico. Dove si interrompe, viene convertito a pascolo o coltivo, che è la vera causa del declino delle grandi specie africane.

La caccia regolamentata comprende anche il prelievo di animali problematici, cioè esemplari che hanno causato danni ripetuti e che verrebbero comunque abbattuti dalle autorità locali.

Nulla di tutto questo funziona senza regole. Serve che le quote siano fissate su censimenti reali, che i criteri di prelievo escludano gli animali riproduttivi, che i proventi arrivino davvero a destinazione. È la ragione per cui la scelta dell’operatore e della concessione conta quanto la scelta della specie. Il tema è approfondito nella nostra sezione su etica e gestione della fauna.

Gemsbok a piedi attraverso il paesaggio desertico della namibia

Domande frequenti

Quanto dura un safari di caccia in Africa?

Da cinque giorni per un plains game a ventuno per un safari che includa il leone in Tanzania. Il bufalo richiede in genere almeno dieci giorni, l’elefante altrettanti o più, perché si caccia sulla traccia e i tempi non si comprimono.

Serve esperienza per il primo safari africano?

No. Il plains game in Sudafrica o in Namibia è pensato proprio per chi arriva la prima volta: il PH accompagna il cacciatore in ogni fase e i tiri sono alla portata di chiunque abbia una pratica normale con la carabina.

Posso portare la mia arma?

Sì. L’importazione temporanea si organizza prima della partenza e la pratica la curiamo noi. In molte destinazioni sono disponibili anche armi in loco.

Che calibro serve?

Per il plains game un .308 o un .30-06 sono sufficienti, con il .300 come scelta più versatile. Per il dangerous game il minimo di legge nella maggior parte dei paesi è il .375 H&H.

Posso portare con me chi non caccia?

Sì, ed è una scelta frequente. I campi accolgono gli accompagnatori e nella maggior parte delle destinazioni si possono abbinare giornate di safari fotografico o visite naturalistiche.

Il trofeo arriva sempre a casa?

Se la caccia è regolare e la documentazione corretta, sì. I tempi sono lunghi, perché la preparazione e la spedizione richiedono mesi. Per le specie CITES il permesso di importazione va però ottenuto prima di partire: senza quello il trofeo non può entrare in Italia.

Organizza il tuo safari

Ogni safari africano si costruisce su misura, a partire dalla specie che interessa e dal tempo disponibile. Luca Bogarelli accompagna personalmente i clienti sulle destinazioni di caccia grossa e conosce le concessioni una per una. Il modo più rapido per cominciare è il preventivo online: indica il paese o la specie che ti interessa e il periodo, e ti richiamiamo con una proposta concreta.