Vademecum del cacciatore africano neofita

Nessuna pretesa di insegnare alcunché a chicchessia, solo un breve memorandum per chi si approccia alla caccia africana.
Il cacciatore che si avvicina per la prima volta all’Africa può scegliere principalmente tre mete : Africa orientale, Africa australe e West-Center Africa. La prima e la terza sono mete abbastanza impegnative, quindi, se si tratta della prima volta o pure della seconda, consiglierei di optare per l’Africa australe:
Sudafrica, Namibia, Botswana, Zimbabwe e Zambia. E’ chiaro che stiamo parlando di plains game.
La caccia più interessante, nonché la più etica, è quella in traccia. Evitate di sparare dalla macchina, anche se a volte può capitare di doverlo fare. Appoggiatevi per il tiro allo shooting stick di cui ogni Ph è dotato , oppure utilizzate elementi naturali quali rami , termitai e così via.

Uno spendido esemplare di elefante cacciato dal nostro PH Luca Bogarelli in Zimbabwe
Armi
Non esageriamo a portare con noi troppi fucili. Un buon 300 o un 7 mm sono più che sufficienti , se usate palle in rame per il primo 165/168 grani sono l’ideale, per il secondo 150; se usate palle in piombo camiciate, 180/200 grani per il primo, 175 per il secondo. Se si vuole tentare anche il bufalo, una carabina dal 375 HH (scegliere munizioni adeguate, minimo 270 grani) in su può essere d’aiuto. Se si vuol portare un’unica carabina un 378 Wby andrà benissimo.
Le cartucce devono essere, possibilmente, tutte uguali, con la stessa palla e della stessa granatura. Le stesse, insomma, con cui avete tarato l’arma. E’ sconsigliato l’uso del freno di bocca : di solito si spara vicino a Ph e tracciatori con conseguenze spiacevoli per le loro orecchie. Il fucile non deve essere troppo leggero : il confort nel tiro deve essere il maggiore possibile.
Abbigliamento
Non esageriamo anche in questo caso con l’abbigliamento, ogni campo ha infatti un servizio di lavanderia giornaliera. Se siamo, come auspicato, nell’Africa australe, ricordiamo che i mesi di Giugno, Luglio e Agosto, sono quelli invernali e la temperatura può essere rigida fino allo zero termico al mattino presto e alla sera.
Una giacca pesante, una felpa, un maglione o un pile, una camicia di cotone antistrappo, una t-shirt e pantaloni lunghi di cotone (sempre antistrappo) e calzettoni lunghi di cotone.
Vestitevi a strati, così col crescere della temperatura durante il giorno potete eliminare gradualmente i capi in eccesso. Lasciate perdere calzamaglie o calzettoni di lana, perché al momento dell’avvistamento di un buon trofeo perdereste tempo prezioso nel togliervi tutto o, avendo deciso di tenere tutto indosso, dopo pochi metri comincereste a sudare come non mai.
Una cuffia di lana per il mattino, soprattutto per quando si viaggia sul cassone di un fuoristrada, e un cappellino di cotone con visiera per le ore calde. Non portate, per favore, un capello a larghe falde con fascia zebrata o leopardata.
Scarponcini comodi e già usati… Non portate calzature nuove di zecca, il rischio di procurarvi vesciche o abrasioni ai piedi è altissimo : potreste compromettere l’intero safari. I guanti potrebbero essere utili nelle prime ore del mattino.
Accessori
La cinghia per il fucile, un fodero leggero per non far prendere troppa polvere all’arma, un coltellino svizzero , un binocolo (uno solo) e, se volete strafare, un contenitore con beccuccio nel quale mettere cenere o talco inodore per valutare la direzione del vento. Potete anche calciare il terreno con la punta dello scarponcino, delicatamente, per vedere dove il vento porta la polvere che alzate . Non fatelo come se doveste tirare un rigore, perchè la violenza del calcio spedirebbe la polvere nella direzione impressa dal calcio stesso. In realtà ci pensa il Ph, ma è bello essere indipendenti.
Eviterei di portare altri inutili ammennicoli, comprese le cuffie antirumore, scomode e inutili visto che si sparano uno o due colpi al giorno ma se siete di orecchie delicate… fate voi . Non esibite coltellacci da pirata se vi dedicate al plains game…
Comportamento in caccia
Decidete prima con il Ph quali animali volete cacciare e che tipo di trofeo vi interessa, non continuate a cambiare idea in corso d’opera : idee chiare!
Di solito l’ordine, durante la traccia, è il seguente : tracciatore davanti, Ph e cliente. State il più vicino possibile al professionista per predisporvi sullo shooting stick non appena verrà aperto: se siete troppo lontani rischiate di perdere l’attimo per premere il grilletto.
Quando marciate non guardate solo avanti, cercando l’animale: lo fa già il tracker per voi. Guardate, piuttosto, dove mettete i piedi ed evitate di far rumore calpestando foglie e rami secchi.
Spostate delicatamente rami e rametti che vi si parano davanti durante il cammino e non lasciateli tornare indietro come una frusta su chi vi segue. Evitate di agganciarvi alle spine dei vari cespugli, se accade sfilatele con delicatezza senza forzare , per non strappare i vestiti e lacerarvi la pelle.
Quando approcciate l’animale o il branco, sarà il Ph a dirvi se si tratta di un buon trofeo oppure no, se è vicino a quello che desiderate in termini di misure. Non assillatelo, dunque, con richieste tipo :
“E’ bello ?”, “Quanti inches è ?” , “Vale la pena tirarlo ?” Se ve lo indica, certamente è un buon trofeo: starà poi a voi decidere se sparare o no.
Dopo qualche giorno si prende confidenza con l’ambiente e con gli animali e questo è un bene, ma non esagerate… Ascoltate sempre quello che vi suggerisce il Ph, state sempre dietro di lui, non affiancatelo quando siete in traccia, ci possono essere sorprese inattese (vedi felini acquattati o serpenti) o il rischio di cancellare segni importanti del passaggio di un animale che state seguendo. Se vi dice che quel trofeo non vale nulla, ascoltatelo !
Se il Ph e i tracciatori si fermano di colpo, fatelo anche voi senza andare a sbattere contro chi vi sta davanti, se si accucciano improvvisamente, imitateli, rischiereste di essere l’unico p…. in piedi in bella vista di fronte all’animale che state tracciando da ore. Risultato : una fuga precipitosa della selvaggina senza più avere la possibilità di inseguimento.
Se state viaggiando sul cassone e avvistate un animale interessante, ascoltate il Ph e saltate giù alla svelta senza perdere tempo. Cercate di essere sempre pronti : state cacciando, non facendo shopping. Ricordatevi anche che non siete al supermercato e che se l’animale che incrociate non è proprio della misura che stavate cercando, forse, vale la pena di tirarlo ugualmente, non è detto che ne troviate un altro più grande…
Se non siete sicuri dell’esito del tiro, doppiate subito il colpo se la posizione lo consente : l’animale non deve soffrire inutilmente !
Quando avete abbattuto un animale, aspettate qualche istante prima di correre a vederlo. Se è ancora vivo date il colpo di grazia, se è moribondo, avvicinatevi con cautela e lasciate che sia il Ph a raggiungerlo per primo: La cornata di una sable , di un orice o addirittura di un grazioso bushbuck, può mandarvi all’ospedale…o peggio.

Durante il momento topico delle fotografie, ricordate di aver rispetto per l’animale abbattuto. Portare a casa una foto di voi col piede sulla spoglia, o con il vostro cappello sul cranio dell’animale non solo non è etico, ma è proprio da st…zi. Non fareste una bella figura. Togliete le tracce di sangue (anche se certamente lo farà il professionista) e tenete un contegno degno di un vero cacciatore.
Ricordatevi che siete ospiti in un paese straniero che ha propri usi e tradizioni : rispettate i locali e trattateli con educazione. Alla fine del safari date mance adeguate, senza strafare (consultatevi col camp manager), ma senza nemmeno essere pidocchiosi. Riconoscete il lavoro che è stato fatto dal Ph e dai tracciatori : loro sono stati con voi, magari per quindici giorni, per lavorare, voi per divertirvi.
Buon safari !
Luca Bogarelli
Ringrazio l’amico Vittorio Giani, grande cacciatore e gun maker, per la consulenza balistica a seguire.
Luca mi ha chiesto di aggiungere qualcosa, se lo avessi ritenuto opportuno, ai consigli tecnici riguardanti armi e calibri (la mia materia).
La prima cosa che mi viene da ribadire è di non esagerare con la scelta della cartuccia per il plains game, un 7 o un 300/8mm vanno più che bene, e scegliete armi non troppo leggere e che quindi risultino confortevoli al tiro (con piccolo sacrificio al porto) e non troppo punitive al rinculo anche senza freno.
Diversa è la scelta per l’arma da destinare a cacce pericolose, cartucce dal 375 H&H in su (perfetti i vari .416) tenendo sempre conto dell’inevitabile rinculo e della personale capacità di assorbirlo, cercando di non usare freni, nel dangerous game più importante che nel plains game, per il semplice motivo che nella caccia ad animali pericolosi le azioni sono spesso concitate e lo sparo avviene di sovente “in linea” con gli altri partecipanti la battuta.
Un accenno sui pesi delle palle per il plains; orientarsi su pesi medi per palle in rame, 150 grani per 7mm, 165/68 per 300 e 180 per 8mm, e pesi maggiori per le tradizionali in piombo camiciato, 175 grani per 7mm, 180/200 per 300 e 8mm.
Luca Bogarelli, un caro amico oramai da molti anni, è un eccellente cacciatore; ha volontà oltre i limiti fisici, istinto , capacità di “leggere” la situazione e di adottare una giusta strategia di conseguenza e in più, capacità di richiamare le forze e di “raffreddarsi” nel momento topico.
Ma le caratteristiche migliori di Luca, quelle che fanno di lui un cacciatore sopra la media sono quelle umane, la generosità, l’eleganza e la sua profonda cultura.
Leggete quindi queste sue poche note con attenzione: rappresentano un vademecum essenziale ma indispensabile per chi si avvicina alla caccia africana, per chi ha la fortuna di inoltrarsi in questa splendida e sorprendente avventura.
Ah, dimenticavo, un consiglio di un autore nordamericano di parecchi anni fa (di quelli buoni, di una volta, mica quelli di oggi…): se pensate di tirare frettolosamente a un animale del quale prevedete la fuga imminente e non avete un appoggio, ebbene…trovatelo!
Vittorio Giani













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