Toscana, quando la caccia diventa esperienza di territorio

La nuova destinazione Montefeltro tra residenza La Farneta e caccia agli ungulati a Frosini.
Ci sono luoghi in Italia dove la caccia non è mai stata solo un’attività, ma una forma di relazione profonda con il paesaggio, con il tempo e con la storia. La Toscana è uno di questi luoghi. Qui la caccia non nasce come gesto isolato, ma come parte di un equilibrio antico, costruito nei secoli tra uomo, fauna e territorio. Un equilibrio fatto di osservazione, misura, rispetto.
È proprio da questa visione che nasce la nuova destinazione Montefeltro in Toscana, un’esperienza pensata per cacciatori esigenti, italiani e internazionali, che cercano qualità, autenticità ed etica, prima ancora del risultato venatorio. Un progetto che unisce due elementi complementari e inscindibili: la residenza La Farneta, a Casole d’Elsa, e la caccia agli ungulati nella Riserva di Frosini, uno dei territori più interessanti della Toscana centrale per popolazione e gestione faunistica.
Non un semplice pacchetto di caccia ma un’esperienza di territorio, completa, coerente, memorabile.
La Toscana venatoria: una tradizione che parla sottovoce
Chi conosce davvero la caccia in Toscana sa che qui tutto avviene con un ritmo diverso. Non ci sono grandi spazi selvaggi come in Africa, né distese infinite come nel Nord Europa. Eppure, proprio questa apparente “misura” rende la caccia toscana profondamente tecnica e formativa.
Il paesaggio è complesso: boschi misti, colline, valloni, campi coltivati, macchie intricate. La fauna si muove seguendo logiche precise, adattate a un territorio vissuto, modellato, ma mai addomesticato. Cacciare qui significa leggere il terreno, interpretare i segnali, scegliere il momento giusto. Non c’è spazio per la fretta, né per l’improvvisazione.
La nuova destinazione Montefeltro in Toscana nasce esattamente da questa consapevolezza: offrire una caccia che insegna, che coinvolge, che lascia qualcosa anche dopo il rientro a casa.
La residenza La Farneta: il tempo ritrovato
Il cuore dell’esperienza è La Farneta, una residenza di charme situata a Casole d’Elsa, recentemente ristrutturata con un intervento attento e rispettoso dell’anima originaria dell’edificio. Non si tratta di un hotel, né di un semplice agriturismo: La Farneta è una casa di campagna toscana autentica, una volta un bastione militare, pensata per accogliere pochi ospiti alla volta, garantendo privacy, silenzio e comfort.
Qui tutto invita a rallentare.
Gli spazi sono ampi, luminosi, arredati con gusto sobrio ed elegante. I materiali raccontano il territorio: pietra, legno, colori naturali. Le finestre si aprono sulle colline, sui boschi, su un paesaggio che cambia con la luce e con le stagioni.
La Farneta non è solo il luogo dove si dorme. È il luogo dove:
- si preparano le giornate di caccia
- si commentano le uscite nel bosco
- si condividono pasti, racconti, silenzi
Dopo una giornata a caccia, tornare alla Farneta significa ritrovare equilibrio. Un pasto semplice ma curato, un bicchiere di vino locale, il fuoco acceso nelle stagioni più fredde. È in questi momenti che l’esperienza si deposita, diventa memoria.

Frosini: un territorio vero per gli ungulati
A pochi minuti dalla residenza si estende la Riserva di caccia di Frosini, situata nell’omonimo piccolo borgo, immerso in una delle aree più integre e interessanti della Toscana centrale. È qui che si svolge l’attività venatoria della nuova destinazione Montefeltro.
Frosini è conosciuta da anni tra i cacciatori più esperti per la qualità del territorio e per una popolazione di ungulati ben strutturata e gestita. Il paesaggio alterna boschi fitti, radure, crinali e valloni, offrendo condizioni ideali per la presenza stabile di:
- capriolo, animale simbolo della caccia di selezione
- daino, elegante, diffidente, tecnicamente interessante
- cinghiale, robusto, selvatico, profondamente legato alla cultura locale
La gestione faunistica è attenta e rigorosa. Gli abbattimenti avvengono esclusivamente nel rispetto dei piani di prelievo, con un approccio che privilegia sostenibilità, equilibrio e qualità dell’esperienza.
La caccia di selezione: osservare, scegliere, aspettare
La caccia proposta a Frosini è caccia di selezione autentica, lontana da ogni logica di quantità. Ogni uscita è preceduta da un’attenta valutazione delle condizioni ambientali: vento, luce, movimenti della fauna, periodo dell’anno.
Qui il cacciatore non è mai lasciato solo. È accompagnato da professionisti che conoscono il territorio metro per metro, capaci di guidare nella scelta del capo giusto e nel momento corretto per il tiro.
Cacciare il capriolo o il daino a Frosini significa:
- camminare lentamente
- fermarsi spesso
- osservare a lungo
- rinunciare quando non ci sono le condizioni
È una caccia che educa alla misura. E proprio per questo, quando il momento arriva, è profondamente gratificante.
Il cinghiale: tradizione e rispetto
Il cinghiale occupa un posto speciale nella cultura venatoria toscana. A Frosini la sua presenza è importante, stabile, frutto di un equilibrio delicato tra territorio e gestione.
La caccia al cinghiale viene organizzata secondo modalità tradizionali, nel rispetto delle normative e della sicurezza. È una caccia che richiede coordinazione, attenzione, spirito di squadra. Ma soprattutto, richiede conoscenza del territorio.
Il cinghiale toscano non è mai banale. È un animale intelligente, adattabile, capace di sfruttare ogni copertura. Affrontarlo in modo corretto significa comprenderne i comportamenti, anticiparne i movimenti, accettarne la forza.
Armi, calibri e approccio tecnico
La caccia agli ungulati in Toscana non richiede eccessi, ma precisione e controllo. I calibri più adatti sono quelli che consentono un tiro pulito, gestibile, etico:
- .270
- .308
- .30-06
- 7 mm Remington Magnum
La scelta dell’arma deve privilegiare:
- precisione
- affidabilità
- conoscenza dello strumento
A Frosini i tiri sono spesso contenuti, ma mai scontati. La vegetazione, le luci variabili, le angolazioni richiedono attenzione e lucidità. Qui non si spara “per provare”. Si spara solo quando tutto è allineato.
Un’esperienza che va oltre la caccia
Uno dei grandi punti di forza di questa nuova destinazione Montefeltro è la possibilità di integrare la caccia con un’esperienza culturale e di lifestyle unica.
Casole d’Elsa si trova in una posizione strategica, a breve distanza da alcune delle più importanti città e borghi della Toscana:
- San Gimignano, con le sue torri medievali
- Siena, elegante e senza tempo
- Firenze, culla del Rinascimento
Questo rende l’esperienza ideale anche per coppie o piccoli gruppi, dove non tutti cacciano ma tutti possono vivere il territorio. La caccia diventa così parte di un viaggio più ampio, fatto di arte, gastronomia, paesaggi.
Per chi è pensata questa nuova destinazione
La nuova destinazione Montefeltro in Toscana è pensata per:
- cacciatori che cercano qualità e contenuto, non quantità
- appassionati di caccia agli ungulati
- clienti internazionali che vogliono scoprire l’Italia autentica
- chi desidera abbinare caccia, comfort e cultura
Non è una proposta per tutti. È una proposta per chi sa apprezzare il valore del tempo, del silenzio e dei luoghi veri.
La Toscana che resta addosso
Ci sono cacce che si ricordano per un trofeo.
E poi ci sono cacce che si ricordano per una luce, un profumo, un silenzio.
La caccia a Frosini, con base alla Farneta, appartiene a questa seconda categoria. È un’esperienza che non finisce con il rientro, ma continua nel modo in cui si guarda il bosco, nel modo in cui si cammina, nel modo in cui si aspetta.
Montefeltro, con questa nuova destinazione, non propone semplicemente un luogo dove cacciare.
Propone un modo di vivere la caccia.
Ed è questo, oggi, il vero lusso.














Montefeltro sui Social