Caccia al leopardo: dove è legale e come funziona

La caccia al leopardo è oggi legale solo in alcuni paesi africani, tra cui Zimbabwe, Tanzania, Mozambico, Botswana e Zambia su quote annuali di esportazione stabilite dalla convenzione CITES, che classifica il leopardo in Appendice I. Si prelevano solo maschi maturi, valutati dal professional hunter, e la tecnica classica è l’appostamento su esca: giorni di preparazione per pochi secondi di tiro, all’alba o al crepuscolo, dove la legge lo consente anche in notturna. È considerata, insieme alla caccia al leone, la prova più selettiva del dangerous game africano.
Conoscere il leopardo: perché è la preda più difficile
Il leopardo è il più adattabile dei grandi felini e il più invisibile: solitario, territoriale, attivo quasi esclusivamente di notte, capace di vivere a poche centinaia di metri dall’uomo senza mai farsi vedere. Un maschio adulto pesa tra i 60 e i 90 chili, sale gli alberi con una preda del proprio peso tra le fauci e si sposta lungo percorsi abituali, lettini di sabbia, alberi di marcatura, sentieri di caccia, che sono l’unica pagina su cui il PH può leggerlo. È questa invisibilità a definire la caccia: non si cerca il leopardo, si costruiscono le condizioni perché sia lui a comparire.
Dove è legale la caccia al leopardo
Il leopardo è protetto dalla convenzione CITES in Appendice I: il commercio internazionale dei trofei è vietato salvo quote annuali di esportazione assegnate dalla convenzione stessa a ciascun paese. Oggi le quote esistono per un numero ristretto di paesi africani, tra cui Zimbabwe, Tanzania, Mozambico, Botswana e Zambia e ogni trofeo viaggia con permesso di esportazione del paese d’origine e di importazione del paese di destinazione. Fuori quota, la caccia al leopardo semplicemente non esiste: chi la propone senza permessi CITES propone bracconaggio.
Come funziona: l’esca, il blind e l’attesa
La caccia classica al leopardo è un’architettura di pazienza. Il PH individua i percorsi del felino, tracce, graffiature, resti di prede sugli alberi, e dispone le esche su rami scelti, controllandole per giorni. Quando un maschio maturo inizia a frequentarne una, si costruisce il blind: una postazione mimetizzata a distanza di tiro, dove cacciatore e PH si chiudono nelle ore in cui il leopardo si muove. L’attesa è immobile e silenziosa, può durare ore e ripetersi per sere; l’azione, quando arriva, dura pochi secondi.
La sagoma si staglia contro il cielo, ma è troppo buio per sparare. Il PH tocca la gamba del cacciatore: è il segnale. Il cuore accelera, la fronte si imperla di sudore. Il cacciatore si ingobbisce sulla carabina mentre il professionista accende una luce verde progressiva, che non disturba l’animale e permette di posare la croce dell’ottica sulla spalla. Il boato spezza il silenzio della notte, poi tutto tace: la figura sul ramo è sparita. Minuti interminabili, poi si esce, arma spianata, luci che rompono il buio. Due gocce di sangue vicino al tronco e, poco più in là, il leopardo.
La caccia in notturna con luce artificiale è consentita solo in alcuni paesi; altrove ci si gioca tutto nella mezz’ora del crepuscolo. In alcune concessioni si pratica anche la caccia con i segugi, erede della tradizione dei cani da felino dell’Africa australe come il Rhodesian Ridgeback.

Un magnifico esemplare di leopardo si riposa dopo la caccia notturna su un albero nel Masai Mara National Park
Solo maschi maturi: come si giudica il trofeo
La selezione avviene prima del tiro, ed è la parte più tecnica di tutta la caccia. Dalle immagini delle fototrappole sull’esca e dall’osservazione al blind, il PH valuta sesso ed età: la testa larga e la giogaia marcata del maschio maturo, le rosette più aperte, la mole, le dimensioni dell’impronta. Le femmine non si tirano mai, su questo non esistono eccezioni, e un maschio giovane si lascia crescere, anche a costo di chiudere il safari senza trofeo. È il motivo per cui molte cacce al leopardo finiscono senza un colpo sparato: la quota è un diritto di prelievo, non una garanzia.
Un animale che non perdona gli errori
Il leopardo ferito è considerato, a parità di stazza, l’animale più pericoloso dell’Africa: silenzioso, rapidissimo, capace di attendere immobile nel folto e caricare a distanza di metri. Per questo il tiro si fa solo su animale fermo, con visuale piena sulla spalla, e il recupero segue un protocollo rigido guidato dal PH. È anche il motivo del calibro minimo di legge nella maggior parte dei paesi .375 H&H e della regola non scritta che conta più di tutte: se il tiro non è perfetto, non si tira.
Quando: stagioni, luna e ore giuste
La stagione del leopardo coincide con la stagione secca, indicativamente da aprile a novembre, con variazioni per paese, quando le prede si concentrano e le esche lavorano meglio. Conta anche la luna: le fasi di luna nuova sono le più produttive, perché nel buio totale il felino si muove con più confidenza e sale sull’esca prima; con la luna piena, le visite si spostano a notte fonda. Le ore decisive restano le stesse ovunque: l’ultima mezz’ora di luce e la prima del buio, la finestra in cui il blind trattiene il respiro.
Dove con Montefeltro
Montefeltro organizza la caccia al leopardo nei programmi dangerous game in Zimbabwe, dove la Save Valley offre le densità più alte, in Tanzania, nell’ambito dei grandi safari su concessione governativa, e in Mozambico, tra i canneti dello Zambesi. Il leopardo si abbina spesso alla caccia al bufalo del Capo nello stesso safari: giorni di esche e blind si alternano al tracking. Per una quotazione, richiedi il preventivo online indicando paese e periodo.
- Le esche appesa accuratamente sull’albero sono una parte fondamentale della caccia al leopardo in Tanzania
Il leopardo di Hemingway
La caccia al leopardo appartiene alla letteratura prima ancora che ai cataloghi: è sullo sfondo delle “Nevi del Kilimangiaro” di Hemingway, dove il leopardo congelato sulla vetta apre uno dei racconti più celebri del Novecento. Chi vuole capire perché questo felino abbia ossessionato generazioni di scrittori cacciatori trova il filo nella nostra pagina sui grandi scrittori cacciatori.
FAQ
Dove è legale la caccia al leopardo?
Solo nei paesi africani a cui la convenzione CITES assegna quote annuali di esportazione tra cui Zimbabwe, Botswana, Tanzania, Mozambico e Zambia. Ogni trofeo richiede permessi CITES di esportazione e importazione; fuori quota la caccia al leopardo è illegale ovunque.
Come si caccia il leopardo?
Con l’appostamento su esca: il PH individua i percorsi del felino, dispone esche sugli alberi e costruisce un blind a distanza di tiro. L’attesa avviene all’alba, al crepuscolo o dove consentito, di notte con luce speciale. In alcune concessioni si pratica la caccia con i segugi.
Che differenza c’è tra la caccia al leopardo e quella al leone?
Il leone si caccia con esche, traccia e appostamento in safari di lunga durata su territori aperti; il leopardo è una caccia di precisione notturna o crepuscolare, più breve nelle azioni ma più incerta: molti safari si chiudono senza tiro. Il leone mette alla prova la resistenza, il leopardo i nervi. Come funziona la caccia al leone lo spieghiamo nella pagina dedicata.
Perché la caccia al leopardo è ancora consentita?
Perché nelle aree dove esiste una quota il leopardo ha un valore economico che finanzia anti-bracconaggio, gestione faunistica e comunità locali, proteggendo gli habitat dalla conversione agricola. Le quote CITES sono calcolate per essere sostenibili e riguardano solo maschi maturi. È il modello descritto nel ruolo del cacciatore nella gestione della fauna selvatica.
Quanto costa una caccia al leopardo?
È tra le cacce africane più costose: safari di 10-14 giorni con tassa di abbattimento dedicata, quotati su misura in base a paese e periodo. Il punto di partenza è il preventivo online.
Quale calibro serve per il leopardo?
Nella maggior parte dei paesi il minimo di legge per il dangerous game è il .375 H&H. Sul leopardo, animale leggero ma velocissimo, contano soprattutto la precisione del primo colpo sulla spalla e un’ottica luminosa, adatta alla luce del crepuscolo.
Quanto dura un safari al leopardo e quante probabilità ci sono di successo?
Tipicamente 10-14 giorni dedicati, e nessun operatore serio garantisce il trofeo: il leopardo si tira solo su maschio maturo identificato, e una quota inutilizzata è un esito possibile e accettato. Le probabilità crescono con i giorni a disposizione, la stagione giusta e la qualità dell’area
Autore: Luca Bogarelli, Team caccia a palla Montefeltro.
“Quote e regolamenti: convenzione CITES (Appendice I, quote di esportazione Panthera pardus), autorità faunistiche nazionali. Ultimo aggiornamento: agosto 2026”











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