Un colpo nel vento: la caccia al capriolo sull’Isola di Bute

Published On: 27 Luglio 2025
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Quando Davide De Carolis ha ricevuto l’invito a raggiungere Enrico Zaina sull’isola di Bute, non poteva immaginare quanto sarebbe rimasto impresso nella memoria.

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Ci sono esperienze che non si dimenticano. Alcune per la difficoltà. Altre per la bellezza. E poi ci sono quelle che lasciano un segno profondo perché toccano qualcosa di primordiale. È quello che è accaduto a Davide De Carolis, celebre campione di trick shooting, durante il suo recente viaggio di caccia nelle isole scozzesi, accompagnato da Enrico Zaina, ex ciclista professionista e oggi manager e ph Montefeltro. Il teatro dell’esperienza? L’isola di Bute. Un luogo magico dove cielo e terra si sfiorano nel silenzio assoluto, e dove si possono vivere alcune delle migliori esperienze di caccia al capriolo in Scozia.

VIAGGI DI CACCIA IN SCOZIA: UN’ATTESA CHE SA DI RITO

Il viaggio verso l’Isola di Bute non è immediato, ma proprio in questo sta parte del suo fascino. Si atterra a Glasgow, nel cuore della Scozia occidentale, e poi si attraversa un paesaggio sempre più selvaggio e profondo, tra muretti a secco, pecore indifferenti al passaggio del tempo, brughiere che sembrano non finire mai.

Davide racconta l’emozione dell’attesa: “Venivo dalle mie zone, dal Lazio, dove la caccia al capriolo l’ho vissuta a lungo, tra i castagneti e le querce del Frusinate. Ma qui, fin dal viaggio, ho capito che sarebbe stato tutto diverso. C’era qualcosa nell’aria. Una solennità.”

A Wemyss Bay, un piccolo molo proiettato sul Firth of Clyde, ci si imbarca per l’isola. Il traghetto sembra un piccolo passaggio rituale. Un ponte tra due mondi. Sul ponte superiore, con la sua Benelli Lupo calibro .243 Winchester stretta in custodia, Davide guardava l’isola emergere tra le nebbie. Un profilo prima. Poi una promessa.

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CACCIATORE E NATURA: UN EQUILIBRIO CHE SI IMPARA CAMMINANDO

Ad attendere i due cacciatori, il gamekeeper Leighton Thomas. Figura asciutta, voce calma, sguardo attento. È lui la guida silenziosa in queste terre battute dal vento e custodite dalla natura. Leighton conosce ogni metro dell’isola e sa come leggere i movimenti del vento e degli animali.

Il primo giorno di caccia è un’immersione in un mondo diverso, lento, antico. La caccia nelle isole scozzesi non è mai frenetica, non è mai aggressiva. È uno stalking vero. Fatto di passi controllati, silenzi che parlano, e attese che si riempiono di significato.

“Non ho mai vissuto un’esperienza di caccia in Scozia così intensa”, dice Davide. “Il primo giorno non abbiamo sparato. Ma abbiamo vissuto ogni istante come fosse sacro. Un giovane capriolo ci ha osservati a distanza. Non era il momento. E non serviva uccidere per sentire che stavamo cacciando davvero.”

IL VENTO, L’ISTINTO E L’ERRORE: QUANDO LA NATURA COMANDA

La seconda uscita, nel pomeriggio, porta con sé nuove speranze. Il vento è favorevole, il terreno perfetto. In lontananza, una femmina e un maschio adulto si muovono lentamente in una radura. Davide si prepara, il respiro rallenta, la Benelli Lupo è salda sullo stick.

Ma la Scozia insegna sempre qualcosa. Una raffica di vento improvvisa cambia tutto. Il maschio solleva la testa, percepisce il cambiamento e in un attimo svanisce nella vegetazione. Nessuna delusione, solo il rispetto per l’equilibrio delle cose.

“Qui la caccia è un confronto alla pari. E quando la natura vince, tu sorridi e ti inchini. Perché il bello è anche questo.”

DOVE CACCIARE IL CAPRIOLO IN SCOZIA? L’ISOLA DI BUTE COME DESTINAZIONE PERFETTA

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L’isola di Bute si rivela non solo un ottimo luogo dove cacciare il capriolo in Scozia, ma anche una delle più affascinanti mete per chi cerca un viaggio di caccia che sia anche immersione culturale. Montefeltro ha scelto per i suoi ospiti un piccolo country hotel con camino acceso, tendaggi in tartan, atmosfera calda e discreta. Un vero rifugio dopo una giornata nella natura.

La sera, la tavola diventa il nuovo territorio di esplorazione: salmone affumicato, stufato di cervo, ortaggi locali, pane caldo e burro salato. Ma il vero protagonista è il Gin Bute, distillato sull’isola, premiato come secondo miglior gin d’Inghilterra. Servito con ghiaccio e scorza di limone, è una carezza marina in un bicchiere.

PAESAGGI DI CACCIA IN SCOZIA: UNA TELA DI EMOZIONI

Tra una battuta e l’altra, Enrico propone una camminata verso nord, senza armi. Solo occhi e cuore. Le scogliere si aprono sull’oceano, le onde si infrangono lente e regolari. Su una spiaggia appartata, una colonia di foche grigie si scalda al sole. Una di loro guarda i due uomini. Nessuna paura, solo presenza.

“In quel momento,” ricorda Davide, “ho capito che la caccia qui non è invasione, ma coabitazione. È essere parte di qualcosa di più grande.”

Il paesaggio cambia a ogni curva. Pini secolari, brughiere viola, rocce scolpite dal tempo, fari lontani che brillano come promesse.

LE MIGLIORI ESPERIENZE DI CACCIA AL CAPRIOLO IN SCOZIA: IL COLPO PERFETTO

Davide-de-Carolis-caccia-al-caprioloIl terzo giorno è l’ultimo. E la Scozia vuole congedarsi come solo lei sa fare. Luce radente, temperatura perfetta, cielo azzurro. Leighton guida i cacciatori in un bosco fitto, poi in una radura baciata dal sole. Lì, a 180 metri, un capriolo adulto è immobile. Bellissimo. Silenzioso.

Davide prende posizione. Ogni movimento è misurato. Respira. Sente il cuore che batte. E spara.

Il colpo è pulito. Il selvatico crolla sul posto. Nessun rumore. Solo la sensazione nitida e potente di aver fatto ciò che andava fatto, nel modo giusto.

“Non era solo un tiro ben piazzato. Era una connessione. Un patto rispettato tra me e questo luogo.”

DOPO LA CACCIA: IL FUOCO, IL GIN E L’ANIMA PIENA

La sera ha il sapore della pienezza. Il trofeo è lì, vicino al camino. Il Gin Bute scivola morbido tra i bicchieri. Enrico sorride e dice: “Ci sono luoghi dove si caccia per vincere. E altri dove si caccia per capire.”

Davide annuisce. E pensa al vento, alla foca, al silenzio della radura.

Montefeltro non ha solo organizzato una caccia. Ha costruito un’esperienza. Ogni dettaglio — dall’albergo alla carabina, dal menù al gamekeeper — era parte di un’armonia.

L’ISOLA RESTA DENTRO: IL VIAGGIO CONTINUA NELL’ANIMA

Sul traghetto del ritorno, Davide osserva l’isola allontanarsi. Cerca con lo sguardo i luoghi vissuti: la spiaggia, il bosco, la radura. Ma più cerca fuori, più trova dentro.

“Non è stata solo una delle migliori esperienze di caccia al capriolo in Scozia. È stato qualcosa che mi ha ricordato perché caccio. E perché tornerò.”

FAQ – Caccia al capriolo sull’isola di Bute con Davide De Carolis

Dove si trova l’isola di Bute e come si raggiunge per un viaggio di caccia?

L’Isola di Bute si trova sulla costa occidentale della Scozia, nel Firth of Clyde. Si raggiunge volando su Glasgow, per poi proseguire in auto fino a Wemyss Bay, da cui parte il traghetto per Rothesay, il porto principale dell’isola.

In quale periodo dell’anno è consigliata la caccia al capriolo sull’isola di Bute?

Il periodo di caccia si svolge tra aprile e ottobre, ma molti cacciatori preferiscono l’inizio di settembre per via del clima stabile e dell’assenza dei midges, gli antipatici moscerini che pungono dalla mattina alla sera. È anche una stagione perfetta per godere dei paesaggi scozzesi e per un’osservazione attenta del selvatico.

Che tipo di caccia si pratica sull’isola di Bute?

Si tratta di caccia di selezione al capriolo, effettuata in modalità stalking. È una forma di caccia silenziosa, emozionante e rispettosa dell’ambiente, dove il cacciatore si avvicina lentamente al selvatico leggendo il vento e i segnali del territorio.

Qual è il livello di difficoltà di questo tipo di caccia?

È una caccia moderatamente impegnativa e non estrema. Richiede pazienza, resistenza fisica moderata e buona tecnica. È ideale per cacciatori esperti ma anche per appassionati desiderosi di vivere un’esperienza formativa e immersiva per la prima volta.

È necessaria la presenza di un gamekeeper durante la caccia?

Sì. Il cacciatore è sempre accompagnato da un gamekeeper professionista, come il nostro Leighton, profondo conoscitore del territorio e del comportamento dei selvatici. Questo garantisce sicurezza, etica venatoria e massima efficacia.

Che tipo di arma si consiglia per la caccia al capriolo sull’isola di Bute?

Davide De Carolis ha utilizzato una Benelli Lupo in calibro .243 Winchester, una carabina precisa, equilibrata e perfetta per la selezione del capriolo a medie distanze. Ne abbiamo sull’isola e si possono noleggiare evitando le scocciature burocratiche del trasporto.

È possibile vedere altri animali sull’isola durante la caccia?

Assolutamente sì. L’isola di Bute è un piccolo paradiso naturale: non è raro avvistare foche grigie lungo la costa, lepri, rapaci, cervi rossi e sika e uccelli marini. Un contesto ideale per chi ama la natura selvaggia.

Quali sono le sistemazioni previste per i cacciatori?

Montefeltro seleziona strutture tipiche, accoglienti e immerse nel paesaggio scozzese, spesso con camino, cucina locale e vista sul mare. L’ospitalità è curata nei minimi dettagli per garantire comfort dopo le giornate di caccia. Si può scegliere tra piccoli alberghi familgliari o lussuosi lodge privati con servizio di maggiordomo, cuoco e pulizie.

È un’esperienza adatta anche a chi viaggia da solo?

Sì. La caccia al capriolo a Bute è anche un’ottima occasione per vivere un momento personale intenso, lontano dalla frenesia quotidiana, in totale connessione con la natura e con sé stessi.

Che sapore ha l’ospitalità scozzese nel dopo caccia?

Oltre ai piatti locali – come lo stufato di cervo e il salmone affumicato – uno dei momenti più apprezzati è il Gin Tonic con il Gin Bute, distillato sull’isola e premiato come uno dei migliori gin d’Inghilterra. Un tocco raffinato che completa la giornata con eleganza.

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