Il Galateo della Caccia al Fagiano in Battuta: Consigli di Bon Ton e Sicurezza per un’Eleganza da Lord Inglese

Le regole di etichetta e comportamento in questa caccia sono strettamente legate agli aspetti della sicurezza, tanto che spesso si tende a considerarle una cosa sola ma esistono differenze tra l’etichetta e la sicurezza pura durante una battuta di caccia al fagiano.
L’etichetta nella caccia è una combinazione di buon senso, buone maniere e, soprattutto, sicurezza. Tuttavia, ci sono alcune peculiarità che rientrano nelle convenzioni della caccia alla selvaggina. Se sei nuovo di questo mondo, queste informazioni saranno utili per le prime giornate sul campo. E’ un privilegio poter cacciare la selvaggina; per questo motivo, bisogna prima di tutto trattare tutti, dai guardiacaccia ai battitori, dagli ospiti ai ristoratori, e persino la preda, con il massimo rispetto.
La sicurezza è senza dubbio la priorità durante una battuta di caccia al fagiano o, come la chiamiamo noi in Italia “Drive all’Inglese”, ma è altrettanto importante che il rispetto delle buone maniere contribuisca al piacere dell’esperienza. Essere in compagnia di persone che non mancano mai di osservare le regole di buon comportamento, dimostrando costante considerazione per i propri compagni, arricchisce enormemente l’esperienza.
Chiunque abbia mai dovuto sopportare un cacciatore invidioso e avido accanto a sé, uno che spara sempre agli uccelli del vicino prima che questi abbia avuto una giusta possibilità, sa quanto ciò possa rovinare una giornata di caccia. Inoltre, questa situazione può facilmente degenerare, mettendo a rischio la sicurezza, se un altro cacciatore decide di reagire nello stesso modo, trasformando la battuta in un caos, dove si spara a tutto e a tutti. Al contrario, il cacciatore che esclama elegantemente “È il suo fagiano” quando un fagiano passa direttamente tra i vicini di posto, o solleva il cappello di fronte a un uccello che ritiene fuori dalla sua portata, mantiene tutto nella giusta prospettiva.
Performance di Tiro
Dopo aver accennato al gesto di chi solleva il cappello a un uccello che considera fuori portata, è importante chiarire subito che però questo atteggiamento non sarà ben visto né dall’ospite né dal suo guardiacaccia, soprattutto se sono state investite ingenti risorse, tempo ed energie per offrire uccelli particolarmente “alti” e difficili da abbattere.
Un uccello che vola ai margini del campo di tiro è una cosa, ma un fagiano alto, che attraversa la linea di tiro, non dovrebbe essere trascurato con la scusa che “era fuori portata per il mio vecchio fucile” o “manco sempre i fagiani alti”.
Quando accetti un invito a un drive, è tua responsabilità assicurarti che sia tu che il tuo fucile siate all’altezza della sfida. Le battute di caccia che possono vantare uccelli veramente alti da uscire dalla portata sono rare, e il tuo compito è sparare, non semplicemente ammirare, gli uccelli che l’ospite e il guardiacaccia hanno faticosamente preparato per te.
Fortunatamente, sono ormai lontani i tempi in cui ci si aspettava che una squadra di ospiti fornisse una performance impeccabile in termini di numero di capi abbattuti. Si racconta che Lord Leicester, figlio di Coke del Norfolk, interrompeva le battute di caccia anticipatamente se riteneva che i suoi ospiti non stessero raggiungendo il livello di abilità che lui esigeva. Si dice che una volta abbia addirittura fermato la linea dei battitori nel mezzo di una caccia alla pernice perché gli ospiti non erano all’altezza delle aspettative. Tuttavia, il suo capo guardiacaccia riuscì infine a convincerlo che la performance dei cacciatori era il meglio che si potesse ottenere, date le condizioni meteo avverse, e che avrebbero potuto recuperare nelle battute successive, meno esposte al maltempo.
Un’altra storia interessante riguarda Lord Leconfield, che gestiva la sua battuta di caccia a Petworth con mano ferma e inflessibile. Arrivato il momento della cena annuale degli affittuari, non esitava a dire ai suoi ospiti che se non avessero abbattuto almeno duecento fagiani prima di pranzo, potevano scordarsi di portare a casa il tradizionale dono degli uccelli. Questo dono, noto come “grace birds”, era il paio di fagiani che veniva regalato agli ospiti alla fine della giornata di caccia.
Questi atteggiamenti e valori possono sembrare appartenere a un’epoca lontana. Oggi, infatti, insistiamo sul fatto che la qualità sia più importante della quantità, e che sia molto più rilevante comportarsi in modo corretto e sparare in sicurezza. Nessuno potrebbe contestare questa opinione. Tuttavia, sarebbe ingenuo pensare che, a parità di sicurezza e considerazione, tra due uomini uno che dimostra maggiore abilità con il fucile non sia più probabilmente invitato a future battute di caccia. In particolare, in quelle battute dove l’accento è posto sulla qualità dei selvatici, l’abilità nel tiro sarà certamente una delle priorità per scegliere gli ospiti.
Sii Ben Preparato!
Se sei un novizio dei drive all’inglese, è importante farlo sapere al tuo ospite o al Capitano della Battuta. Non ti vergognare, chiedi di avere un accompagnatore almeno per il primo drive della giornata, per garantire la tua sicurezza e quella degli altri, e per offrirti tranquillità. Una battuta di caccia è per sua natura imprevedibile e può essere facile lasciarsi trasportare dal momento; devi imparare cosa costituisce un tiro sicuro o accettabile, e cosa è permesso o non permesso sparare. Un accompagnatore ti garantirà la sicurezza, ti spiegherà come funzionano la battuta e le linee di tiro, e ti aiuterà con l’identificazione della preda e con le tecniche di caccia; inoltre, potrebbe caricare per te e darti qualche consiglio di tiro!
L’ideale sarebbe prendere qualche lezione qualche settimana prima ed arrivare preparati e sicuri.
L’abbigliamento più adeguato
Dovresti essere vestito in modo appropriato per la giornata; alcune giornate richiedono un abbigliamento più elegante di altre, ma in ogni caso, è importante presentarsi adeguatamente. Non è indispensabile indossare solo il tweed, ma jeans o tute da ginnastica sono assolutamente inappropriati. Parte di questo riguarda il rispetto delle tradizioni e dei tuoi copagni che hanno scelto con te questo tipo di caccia ricca di storia. e per tutti i partecipanti alla giornata. E poi l’abbigliamento da caccia è stato studiato per essere pratico per il compito che deve svolgere e per affrontare le condizioni meteo.
La scelta di abbigliamento da caccia per le donne è molto migliorata, ma può essere difficile trovare capi che si adattino bene, siano comodi e permettano di muoversi agevolmente per sparare; devi essere in grado di muoverti bene per cacciare con successo!
Ospiti Paganti e Non Paganti
Quando si parla di etichetta, comportamento e performance, chi è meno esperto potrebbe pensare che ci sia una netta distinzione tra gli ospiti paganti, come i membri di un circolo, e coloro che godono di ospitalità gratuita. Ma la questione non è così semplice; non si tratta solo del fatto che un ospite pagante, se desidera essere considerato un vero sportivo, si comporterà al meglio e offrirà la sua migliore prestazione, indipendentemente dalla situazione e dalle circostanze. La verità è che anche l’ospite pagante deve ricordare che la caccia è uno sport di squadra e, di conseguenza, ha doveri e responsabilità non solo verso il resto del gruppo, ma anche verso l’ospite, il capitano, l’organizzatore, o come lo si voglia chiamare. Se non riconosce e rispetta queste responsabilità, o peggio ancora, sceglie di ignorarle, non passerà inosservato.
Al membro di un circolo che si comporta male verrà fatto capire, in una dozzina di modi sottili, che la sua compagnia non è più gradita. È vero che potrebbe essere difficile trovare un sostituto, ma è altrettanto vero che alla maggior parte delle buone battute di caccia c’è sempre qualcuno interessato a unirsi, o si può trovare almeno un “mezzo cacciatore” che pagherà metà quota e parteciperà a una battuta su due, oppure il resto del gruppo potrebbe semplicemente decidere di eliminare il membro indesiderato e dividere i costi, con ciascuno che potrà invitare un ospite per una giornata. Ci sono molti modi per evitare di tenere con sé una persona “non adatta”.
Allo stesso modo, un gruppo di ospiti che si comportano male scoprirà che, quando cercheranno di prenotare una giornata per la stagione successiva, l’ospite avrà “stranamente” deciso di allevare meno uccelli, di ridurre le giornate di caccia, o qualche altra plausibile scusa. E, nel piccolo mondo dei proprietari terrieri e degli agenti sportivi, la voce si sparge rapidamente.
Ospite, Capitano o Organizzatore
In ogni battuta di caccia c’è sempre qualcuno che assume una responsabilità maggiore rispetto agli altri. Il caso più ovvio è quello dell’uomo che si fa carico dell’intero onere finanziario e organizzativo della battuta di caccia, e che invita ospiti non paganti. Il fatto che, nella maggior parte dei casi, invii i suoi inviti a coloro che potranno ricambiare il favore, è irrilevante.
Allo stesso modo, potrebbe decidere di riservare sei giornate per sé e di cedere altre due giornate a ospiti paganti. A parte l’aspetto finanziario, la situazione non cambia: la sua parola è legge, decide quando e dove si svolgeranno le battute, e se dice che non vuole che vengano abbattuti uccelli femmina, che le volpi vengano lasciate stare e che la selvaggina a terra venga ignorata, allora tutti devono ascoltare e obbedire.
Nei gruppi dove ognuno paga per sè, le cose possono sembrare un pò diverse. Tuttavia, l’organizzatore o “capitano di caccia” è probabilmente colui che ha trovato il terreno, il guardiacaccia e la squadra. Chi assume il ruolo di capitano di caccia, oltre a gestire le finanze e prendere decisioni, merita certamente il rispetto dei suoi compagni. Questo non cambia il fatto che, indipendentemente dal fatto che goda di una tessera gratuita o che paghi una quota proporzionale, la sua parola dovrebbe restare la legge.
Chi non è d’accordo con il modo in cui gestisce le cose ha due alternative: può provare a suggerire discretamente delle modifiche oppure può cancellare la propria iscrizione e unirsi a un’altra battuta di caccia più adatta ai propri gusti. Non c’è niente di peggio di chi passa ogni momento tra una battuta e l’altra, o durante il pranzo, cercando di fomentare una ribellione.
L’invito
In realtà, la pianificazione di una giornata di caccia inizia molti mesi prima, praticamente ancora prima che il primo uovo di fagiano venga covato. Tuttavia, per tutti tranne che per l’ospite e il suo guardiacaccia, la giornata di caccia comincia con l’arrivo dell’invito o della notifica delle giornate di caccia.

A volte l’invito potrebbe non essere troppo specifico. Ad esempio, un messaggio del tipo: “Caro John, ti prego di venire a cacciare il 15 dicembre, cordialmente, James” lascia molto all’immaginazione dell’ospite. Il suo fidato e stabile retriever sarà benvenuto come in altre battute? Le signore sono invitate come spettatrici? Sarà previsto il pranzo, sarà necessario acquistarlo in un bar, o è meglio portare una borraccia e dei panini? Quanti uccelli si prevede di cacciare e, di conseguenza, quanti cartucce dovrebbero essere portate? Naturalmente, è prudente mettere qualche scatola di cartucce di riserva nel bagagliaio dell’auto, ma cosa succede se non è possibile rifornirsi, magari perché il pranzo si terrà lontano dal luogo dell’incontro? È estremamente imbarazzante, in un caso, arrivare con un solo fucile e cinquanta cartucce, solo per scoprire che sono previsti dei caricatori e che tutti gli altri membri del gruppo hanno centinaia di cartucce a testa.
Al contrario, può risultare altrettanto imbarazzante presentarsi con due borse di cartucce, con cento cartucce ciascuna, per una giornata informale con amici. Una semplice telefonata può chiarire tutti questi dettagli, ma quanto sarebbe meglio se l’invito fosse stato formulato in modo più chiaro, come ad esempio:
“Caro John,
Vorresti unirti a noi per una battuta di caccia a Rivergaro il 15 dicembre? Abbiamo sempre bisogno di buoni cani da caccia e le signore sono benvenute sia alla caccia che per il pranzo, che si terrà a casa mia. Cacceremo con coppie di fucili e ognuno avrà il suo carichino. Speriamo di abbattere circa 200 fagiani durante la giornata. Ci incontriamo a La Montefeltro a Rivergaro alle 9:30.”
Un invito scritto in modo più formale potrebbe certamente essere altrettanto efficace, ma questo esempio è sufficiente per far capire all’ospite cosa aspettarsi, dove e quando, e cosa ci si aspetta da lui.
Arrivo alla Battuta di Caccia
Il giorno prima della battuta, o anche prima, è consigliabile preparare il fucile, le cartucce, l’equipaggiamento e persino gli abiti. Controlla che tutto sia in ordine con sufficiente anticipo per poter sostituire o aggiungere ciò che potrebbe mancare.
Verifica quanto dista il luogo della caccia e concediti abbastanza tempo per eventuali imprevisti, come dover cambiare una ruota o altro. Molti cacciatori esperti preferiscono arrivare con venti minuti di anticipo, piuttosto che rischiare di essere in ritardo. Se hai un cane, concedigli qualche minuto di corsa per sgranchirsi.
Il miglior consiglio, se hai un cane, è di tenerlo in macchina fino a quando l’ospite non suggerisce di muoversi. Se ti piace vantarti del fatto che il tuo cane può stare tranquillamente seduto mentre tutto intorno c’è un gruppo di cani incontrollabili, fallo pure: è molto soddisfacente vedere il portellone alzato di un’auto da caccia e due cani da caccia senza guinzaglio che aspettano pazientemente. Se non sono in grado di farlo, tienili al guinzaglio.
Indossa gli stivali, il gilet e la giacca o qualsiasi altro indumento necessario. Tira fuori il fucile dalla custodia da viaggio e mettilo nel fodero. Raccogli tutto il resto del tuo equipaggiamento e vai a unirti agli altri ospiti, vicino all’ospite. Saranno fatte le presentazioni e scambiate le notizie, ma l’importante è tenere d’occhio e ascoltare l’ospite, pronto a raccogliere le “istruzioni del giorno”.
Sorteggio delle Posizioni
Prima o dopo che l’ospite abbia dato istruzioni su cosa si può cacciare e cosa no, passerà tra gli ospiti per far loro estrarre i numeri, che sia da un cappello, con piccoli pali numerati o altro. In alcune battute, i numeri sono scritti su cartoncini che riportano anche i nomi degli altri ospiti e una sezione in cui annotare il numero dei vari capi abbattuti – un tocco elegante per chi tiene un diario di caccia e per chi dimentica i nomi entro pochi minuti dalle presentazioni.
La procedura standard è che se, ad esempio, un uomo ha estratto il numero 3, quella sarà la sua postazione per la prima battuta, numerando da destra, e si sposterà di due posti a ogni successiva battuta. Quindi, nelle battute successive, il numero 3 si sposterà a 5, poi a 7, poi, supponendo che ci siano otto cacciatori, a 1, 3, 5, e così via. Se avesse estratto il numero 2, si posizionerebbe a 2, 4, 6, 8, 2, 4, e così via.
Nella maggior parte delle battute, i pali numerati saranno stati predisposti, così da non lasciare spazio a confusioni. In altre, l’ospite potrebbe scegliere di dire qualcosa del tipo: “Numero 1 accanto a quella siepe; gli altri cacciatori a circa 40 metri di distanza fino alla cima del bosco”, in modo da poter tener conto delle condizioni prevalenti.
In alcune battute, i selvatici possono avere la tendenza a uscire dai lati o a tornare indietro rispetto ai battitori. L’ospite potrebbe decidere che è necessario un cacciatore a piedi. Di solito, questo compito spetta a uno o entrambi i cacciatori ai fianchi. Quindi, seguendo la matematica, il numero 1 e il numero 8 si posizioneranno sui lati del bosco, mantenendosi in linea con i battitori, mentre i numeri da 2 a 7 saranno nelle posizioni normali.
Può sembrare complicato quando scritto, ma è sorprendente vedere come laureati in matematica, banchieri e uomini che hanno gestito con astuzia le tasse per anni, tutti a contare sulle dita, per poi concludere che, se John è alla loro destra e Jim alla loro sinistra, non possono essere troppo lontani dal giusto.
Il sorteggio delle posizioni e il successivo spostamento di un numero prestabilito non è utilizzato in tutte le battute. A volte, soprattutto quando ci sono ospiti non paganti, l’ospite posizionerà i cacciatori per ogni battuta a sua discrezione. In casi estremi, potrebbe scoprire che un uomo non è del tutto affidabile e scegliere di tenerlo ai margini, dove è meno probabile che causi problemi o irriti i suoi compagni. Se è necessario fare una camminata ripida, è meglio mandare un membro più giovane e in forma del gruppo, oppure, nelle inevitabili occasioni in cui un uomo sta vivendo una giornata “no”, con prestazioni ben al di sotto del suo solito standard, può essere risparmiato dall’imbarazzo tenendolo lontano dalle zone più calde.
Allo stesso modo, potrebbe essere che l’ospite desideri mostrare i suoi migliori uccelli a un ospite particolarmente apprezzato. Tuttavia, qualcosa può andare storto, come racconta un noto statista britannico, che narra di quando suo padre decise di assegnare le posizioni agli ospiti, con risultati disastrosi.
Sorteggio e Preparazione
Una volta che gli uccelli decidono di non volare come previsto, l’esperienza di caccia può prendere una piega inaspettata. C’è una storia divertente riguardante un noto statista britannico, che racconta di quando suo padre decise di assegnare personalmente le posizioni agli ospiti durante una battuta di caccia. Quella volta, gli uccelli scelsero di volare tutti in una direzione diversa dal solito, e i giovani figli dell’ospite finirono per sparare a quasi tutti gli uccelli, mentre l’ospite d’onore guardava in disparte, senza poter partecipare. È facile capire come certe situazioni possano essere fraintese.
Ciò che preoccupa maggiormente un ospite durante un sorteggio è evitare che tutti i migliori tiratori finiscano nello stesso gruppo. In ogni squadra ci sono inevitabilmente alcuni tiratori molto bravi, altri non altrettanto abili, e uno o due che sono decisamente meno capaci. Se i migliori tiratori si trovano tutti insieme, ad esempio, nelle posizioni 7, 8, 1 e 2 sui lati della miglior battuta della giornata, potrebbe essere un vero peccato.
Esiste un piccolo trucco che un ospite mi ha mostrato. Nel suo caso, il sorteggio viene fatto con piccoli pali d’avorio piatti tenuti in un portafoglio. Dispone i numeri dispari a destra e i pari a sinistra. Quando offre il portafoglio ai migliori tiratori, lo tiene nella mano sinistra, coprendo i numeri pari. Per i tiratori meno abili, la sua mano destra copre i numeri dispari. In questo modo, non sta manipolando il sorteggio, ma garantisce che un tiratore moderato abbia sempre un tiratore più abile su entrambi i lati per aiutarlo nei momenti difficili.
Arrivo al primo picchetto
La procedura standard prevede che la squadra di caccia, una volta arrivata il più vicino possibile ai picchetti con le auto, o dopo aver radunato i veicoli fuoristrada un pò dietro la linea di tiro, scenda con i fucili nelle custodie, i cani al guinzaglio, e si diriga verso le postazioni assegnate. La conversazione dovrebbe essere ridotta al minimo. Il motto “Gli uccelli vedono e sentono” è importante, poiché qualsiasi selvatico che potrebbe allontanarsi sentendo parlare a voce troppo alta.
Una volta raggiunta la posta, è il momento di decidere dove posizionarsi al meglio. A volte il guardiacaccia potrebbe non ricordarsi le richieste del tiratore e magari aver posizionato il picchetto su un terreno irregolare o scivoloso quando, a pochi metri di distanza, c’è una zona pianeggiante e pulita, è del tutto accettabile spostarsi leggermente. Ma non più di tre o quattro metri.
La prima cosa da fare è tenere a mente la posizione dei vicini. Questo è vitale sia per ragioni di sicurezza, sia per decidere quali uccelli prendere e quali lasciare. È importante anche controllare la presenza di battitori, che potrebbero essere nascosti in una siepe, magari mentre battono leggermente con un bastone per mantenere i fagiani in linea. I raccoglitori e i loro cani, se sanno quello che fanno, dovrebbero trovarsi in una posizione sicura, ben dietro la linea, ma a volte è inevitabile che debbano stare più vicini. Ricorda che, anche a 100 metri o più, un pallino vagante può comunque avere abbastanza energia per accecare un uomo o un animale.
Ora è il momento di aprire la borsa delle cartucce, mettere alcune cartucce nella tasca della giacca, e dare una scossa alla borsa per far sì che le cartucce tendano a posizionarsi con la testa in giù e il bordo verso l’alto. Il fucile può ora essere estratto dalla custodia e aperto. Dopo aver controllato che non ci siano ostruzioni nelle canne, carica il fucile e mettiti comodo sut tuo seggiolino d campo. Alcuni guardano con disprezzo i seggiolini da caccia, dicendo che dovrebbero essere riservati esclusivamente agli anziani e ai disabili, ma altri, pur essendo disposti a camminare tanto quanto gli altri, non vedono perché dovrebbero stare in piedi quando possono sedersi comodamente.
Quali Uccelli Abbattere
Nel capitolo precedente sono stati trattati specifici aspetti della sicurezza, quindi ora possiamo concentrarci su quali fagiani dovrebbero essere abbattuti e quali lasciati ai vicini di postazione.
Per molti cacciatori, anzi per la maggior parte, la pratica standard consiste nel considerare ogni uomo come responsabile di una propria area rettangolare, e qualsiasi uccello entri in questa porzione di spazio aereo è suo, almeno per il primo tiro. Questo è ciò che avviene nella maggior parte delle battute di caccia. Questo sistema ha il vantaggio di essere familiare e semplice da applicare.
Entusiasmo o Avidità?
Il ritmo frenetico della vita moderna, che porta molti uomini a poter sparare solo per dieci giorni all’anno, se non meno, ha portato in alcuni casi a una linea sottile tra entusiasmo e pura avidità.
Quando gli uomini possono sparare due, tre o più giorni a settimana, se sono veri sportivi, si noterà che, in generale, sono attenti a fare solo i tiri più sportivi, sono felici di lasciare gli uccelli dubbi ai loro vicini e non fanno mai un tiro che possa essere considerato pericoloso. Certo, nessuno nega che ci siano alcuni uomini che sparano anche cinque giorni a settimana e si comportano lo stesso in maniera sconveniente, ma, in generale, visto che c’è sempre il domani, c’è meno tentazione.
Diverso è per chi deve sfruttare al massimo ogni singolo giorno, perché, semplicemente, potrebbe non cacciare di nuovo per un altro mese. Naturalmente sarà entusiasta di sfruttare al massimo le sue possibilità, ma non è una scusa per non mostrare considerazione per i suoi compagni che, mentre l’uomo pensa di essere solo entusiasta, lo considereranno semplicemente un avido.
Non c’è nulla di sbagliato in un sano entusiasmo, ma deve essere del tipo giusto. L’uomo che ha poche opportunità di sparare dovrebbe indirizzare il suo entusiasmo verso il diventare un membro prezioso della squadra, quasi sperando in uccelli che gli permettano di dimostrare quanto sia premuroso. Abbattere una serie di fagiani alti in modo pulito costruirà la giusta reputazione, ma questa reputazione non varrà nulla se, alla prossima battuta, un eccesso di foga lo porta a sparare a un uccello basso, specialmente se quell’uccello avrebbe potuto essere lasciato a un vicino o un cacciatore della fila posteriore.
Gestione dei Parassiti e dei Predatori
Quando si tratta di uccelli come gazze, ghiandaie o cornacchie, se si presenta l’opportunità e il tiro è sicuro, è buona norma abbatterli. Sono considerati parassiti e, se non vengono controllati, possono avere un impatto negativo sulla fauna selvatica.
Le poiane, attratte dai fagiani feriti potrebbero precipitarsi al banchetto. La tentazione è forte ma, visto che si tratta di specie protetta, è bene trattenersi.
Le volpi, invece, sono un caso completamente diverso, e conviene stabilire fin dall’inizio della giornata quale sia la prassi locale. In aree di caccia alla volpe, è considerato un peccato capitale anche solo puntare il fucile contro una volpe. In aree dove la caccia alla volpe non è praticata, l’unico peccato è mancare il colpo, anche se c’è sempre la possibilità che l’ospite nutra una particolare simpatia per le volpi.
Ciò che deve essere evitato a tutti i costi è sparare a una volpe quando è oltre la portata efficace di un’arma caricata con pallini destinati ai fagiani. Personalmente, preferirei rischiare l’ira dell’ospite e del guardiacaccia piuttosto che correre il rischio di ferire una volpe a più di 25 metri. E, come sempre, bisogna essere certi che il tiro sia perfettamente sicuro.
Avvicinamento dei Battitori
In un mondo ideale, il rischio che i battitori vengano colpiti sarebbe minimo. Gli ultimi uccelli si alzerebbero dai punti di lancio ad almeno cinquanta metri nel bosco, e la battuta si concluderebbe a quel punto. In un mondo reale, tuttavia, pochi boschi sono piantati con punti di scatto adeguati, e il progresso della linea dei battitori può essere seguito dal crescente rumore di grida e richiami mentre si avvicinano attraverso il bosco. Circa cinque minuti prima che arrivino davanti alle posizioni dei cacciatori, di solito appare un paio di spaniel, che corrono lungo la siepe del bosco per poi sparire, soddisfatti di aver annunciato l’arrivo imminente del loro padrone e dei suoi amici.
Qualunque cosa accada, i cacciatori dovrebbero avere un’idea chiara che i battitori sono molto vicini al margine del bosco. È improbabile che un esperto praticante di questa caccia spari a un fagiano che vola basso e comunque in nessun caso un cacciatore sportivo dovrebbe fare un tiro che non sia perfettamente sicuro, con l’uccello ben in alto e con un ampio spazio tra sé e il sottobosco.
Fine della Battuta
Quando i battitori hanno attraversato completamente il bosco, la pratica normale è che il guardiacaccia dia un lungo fischio che segnala la fine della battuta.
Non appena viene dato il segnale di fine battuta, il fucile deve essere scaricato e riposto nella sua custodia, dove rimarrà fino all’inizio della battuta successiva.

Durante la battuta, dovresti aver tenuto un attento conteggio mentale del numero di uccelli che hai abbattuto, ricordando la posizione approssimativa in cui sono caduti e prestando particolare attenzione a quelli che hai colpito ma non abbattuto pulitamente, ma che sono atterrati a planando. Questi potrebbero essere uccelli che potrebbero continuare a correre. Se un raccoglitore è posizionato dietro di te, dovrebbe essere in grado di recuperarli, ma qui non si parla di una scienza esatta.
Quindi, alla fine della battuta, ogni cacciatore dovrebbe essere in grado di dire, con un alto grado di certezza, ad esempio: “Cinque uccelli abbattuti; due così vicini che posso semplicemente chinarmi per raccoglierli, uno al margine del bosco, uno in quel cespuglio di giunchi e l’altro, temo, è un uccello che è planato e si è infilato in quel piccolo boschetto” – o qualcosa del genere.
Il regolamento afferma che ora dovresti procedere al recupero degli uccelli abbattuti. Dice che dovresti probabilmente scambiare due parole con il tuo vicino per chiedergli quanti uccelli ha da raccogliere e poi assicurarti che, tra voi due, raccogliate il totale combinato.
Ciò che il regolamento non menziona sono alcuni piccoli dettagli, come il fatto che un battitore, uscendo dal bosco, abbia raccolto uno dei tuoi uccelli, che il raccoglitore abbia inviato i suoi due labrador dal retro del tuo stand, e che il cane del cacciatore due postazioni più in là abbia tenuto d’occhio quell’uccello ferito e sia già balzato su di esso. Naturalmente, questo succede a tutti, quindi il guardiacaccia non sarà sorpreso quando ti chiederà, passando, se hai raccolto tutti i tuoi uccelli e tu risponderai: “Penso di sì, ma potrebbe esserci un ferito che non è stato ancora raccolto.”
Ma la vita è molto più semplice quando i cani sono ben addestrati, i battitori ti dicono se hanno raccolto un uccello e si offrono di aiutare con gli altri che devi ancora recuperare, e così via. Tuttavia, il tempo passa e il tuo ospite e il resto della squadra ti stanno aspettando impazientemente sulla cima di una collina a mezzo miglio di distanza, quindi ti affretti a raggiungerli.
Il Pericolo del “Coffee-Housing”
Il termine “coffee-housing” si riferisce a quei cacciatori che sembrano credere che l’unico scopo di una giornata di caccia sia quello di avere ampie opportunità per radunarsi e chiacchierare con i loro compagni, come un gruppo di galline nel cortile di una fattoria. Proprio come quei camerieri che sembrano essere addestrati a fissare un punto tre piedi sopra la testa dei loro clienti, questi cacciatori sono totalmente ignari dei segnali che l’ospite e il resto della squadra stanno aspettando la loro presenza. Questo comportamento è già fastidioso in qualsiasi giornata di caccia, ma in una battuta di caccia al fagiano, nel pieno dell’inverno, con due battute ancora da completare prima che la luce svanisca, è assolutamente inaccettabile.
Ci sono molte opportunità per parlare durante una battuta di caccia, che sia nei veicoli, a pranzo o alla fine della giornata. Nessuno dirà che non puoi parlare alla fine di una battuta mentre torni ai veicoli, o mentre ti riunisci con il tuo ospite. Tuttavia, quando l’ospite e quattro dei suoi ospiti arrivano ai veicoli solo per scoprire che i tre cacciatori sul fianco lontano si attardano chiaccherando noncuranti.
Tornando sverso la casa di caccia, se hai notato che qualcuno ha fatto dei buoni tiri, è gentile complimentarsi per la loro abilità. Puoi vantarti un pò dei tuoi colpi; dire “Ho abbattuto un fagiano eccezionale” che è anche un complimento per il tuo ospite, ma troppo vanteria diventa fastidiosa! Allo stesso modo, non lamentarti se sei rimasto fuori dall’azione; capita! Piuttosto, commenta quanto ti sia piaciuto vedere dei buoni tiri o quanto bene volavano gli uccelli.
Soprattutto, non lamentarti dei tuoi tiri sbagliati, è molto noioso da ascoltare a meno che tu non riesca a essere divertente e autoironico, facendo ridere tutti!
Evita di sbandierare quanti fagiani hai abbattuto, non è interessante se non per te quindi, se non ti viene espressamente chiesto, trattieniti.
Sii di buon umore, anche se il tempo è piovoso; è sempre meglio che essere in ufficio!
Battitori, Guardiacaccia e Raccoglitori
È triste constatare che, in quasi tutto ciò che si dice o si scrive sull’etichetta e il comportamento durante la caccia, non si fa quasi mai menzione dei battitori, dei guardiacaccia e dei raccoglitori. Eppure, in ogni battuta di caccia, essi sono parte integrante della squadra, tanto quanto chi spara, e meritano considerazione e rispetto.
I raccoglitori sono spesso amici o familiari di uno dei cacciatori e trascorrono la maggior parte della giornata in stretta prossimità ai tiratori. Tuttavia, ci sono alcuni individui che li trattano con un atteggiamento che la maggior parte degli uomini riserverebbe a un pezzo di fango.
Se i raccoglitori possono talvolta sentirsi irritati, non è nulla in confronto al comportamento vergognoso riservato a volte ai battitori. Che cosa spinge alcune persone, quando escono in campagna, a credere di essere entrati in un mondo medievale popolato da “gentiluomini” e “contadini servili”?
La semplice realtà è che, in quasi tutte le battute di caccia, il battitore moderno è lì perché lo sceglie. Qualcuno crede davvero che con la paga attuale di circa 10 euro per una lunga e faticosa giornata, lo facciano solo per soldi?
Pulizie di fine battuta!
Conta e segna i tuoi uccelli in modo da assicurarti che vengano tutti recuperati correttamente alla fine della battuta, oppure per poter indicare ai raccoglitori dove indirizzare i cani, segnalando anche quelli feriti o colpiti alle ali. E’ buona educazione chiedere successivamente ai raccoglitori se hanno trovato quel particolare fagiano, così da poter ringraziarli e lodare il loro cane per il buon lavoro svolto.
Finisci rapidamente gli uccelli feriti; un colpo deciso alla testa con un “priest” è il metodo migliore. Torcere loro il collo o farli girare per la testa è irrispettoso, ma se non c’è altra opzione non esitare a prendere la via più rapida.
Sarebbe meglio utilizzare cartucce in cartone con borra in feltro ma comunque raccogli sempre i bossoli vuoti, a meno che non ti venga detto diversamente e qualcuno passi a raccoglierli per te.
Fine della Giornata – Mance
La giornata di caccia può concludersi in diversi modi, dal tè nella “grande casa” a una bevuta veloce al pub locale una coppia di fagiani potrà essere portata a casa dal cacciatore.
Nelle battute dove è impiegato un guardiacaccia, può succedere che i cacciatori, non del tutto sicuri di queste cose, si chiedano l’un l’altro quanto dovrebbero dare come mancia. A volte, l’ospite suggerisce l’importo, ma di solito è lasciato alla discrezione personale. Può essere un momento vagamente imbarazzante per tutti, sia per il guardiacaccia che si aggira nell’ingresso sia per i cacciatori che lo cercano. Le mani si stringono mentre, in modo discreto, passano banconote da cinque, dieci e magari venti euro. È sempre sorprendente come il guardiacaccia possa prendere e infilare una banconota nella tasca del gilet senza nemmeno guardarla, eppure sappia esattamente chi ha dato cosa.
Ringraziare e lasciare una mancia al guardiacaccia è una parte importante della giornata di caccia. Se ti dimentichi di farlo, non aspettarti di essere invitato di nuovo! Per quanto riguarda l’importo della mancia, se non sei sicuro, chiedi agli altri cacciatori o al tuo ospite; una regola generale sono 20 o 30 euro per ogni 100 uccelli abbattuti, quindi per una giornata con 110 uccelli, la mancia diventa di 50. Assicurati di avere delle banconote di piccolo taglio in modo da avere l’importo esatto; non puoi chiedere il resto al guardiacaccia! Se hai dubbi, meglio dare di più. Fare un apprezzamento sugli uccelli e sul modo in cui il guardiacaccia li ha presentati duraante la battuta è d’obbligo.
Ora non resta che ringraziare il tuo ospite o l’organizzatore della caccia e magari ricordarsi di scrivere una breve nota di ringraziamento il giorno successivo.





























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