Caccia in Italia: una risorsa del nostro “Belpaese”

L’Italia, nella variegata vastità dei suoi territori, offre al cacciatore aree venatorie di grande qualità.
Le tipologie di caccia in Italia sono davvero tante e varie, ognuna con qualcosa di speciale che la rende unica e se parliamo di caccia nel nostro bel paese, potremmo davvero passare ore a descrivere le particolarità di ogni pratica venatoria.
La caccia è un mondo affascinante che regala a ogni cacciatore esperienze ed emozioni uniche. Ognuno ha la sua tipologia di caccia preferita anche se non è raro trovare un cacciatore appassionato cinofilo che pratichi anche la caccia di selezione.
Tra gli ungulati più diffusi e cacciati in Italia troviamo: il cinghiale, il cervo, il capriolo, il daino, il muflone e il camoscio, tipico delle nostre Alpi.
La catena degli Appennini e quella delle Alpi sono aree venatorie di grande qualità grazie all’attenta gestione derivante dalla caccia di selezione e grazie, soprattutto, alle aziende faunistico-venatorie che ne monitorano territorio e fauna in maniera impeccabile.
In Val Maira, tributaria della principale valle di Susa, cervi e camosci trovano il loro habitat, muovendosi in modo agile su terreni impervi e inerpicandosi su pareti ripidissime.
Il camoscio, re delle cacce italiane particolarmente apprezzato anche dai cacciatori stranieri, mette alla prova resistenza fisica e tecnica venatoria del cacciatore rendendo questa caccia straordinariamente entusiasmante. Durante la stagione è possibile ammirare il mutare della montagna: dal verde dei pascoli di settembre, al rosso cangiante dell’autunno, fino al bianco della neve di novembre.
In queste valli si possono trovare camosci da trofeo, sia maschi sia femmine, ma anche dei bellissimi yearling (camoscio che è entrato nel secondo anno di vita).
Un’altra affascinante icona della fauna selvatica è il daino. La sua capacità di adattarsi e la sua bellezza lo rendono un soggetto di grande interesse per i cacciatori. Un selvatico forte e scaltro che vive in gruppi più o meno numerosi e che sceglie come dimora l’Appennino centrale e le confinanti aree collinari. Durante l’anno cambia due mantelli: uno autunnale/invernale di colore tipicamente grigio-brunastro, che lo rende meno visibile, e uno primaverile/estivo con mantello bruno-rossiccio con striscia nera mediana dorsale dal collo alla coda e macchie bianche su schiena e fianchi.
Il daino è anche oggetto di discussione nel mondo del selecontrollo tra chi lo ritiene una specie alloctona e quindi da eradicare e chi invece ormai, dopo centinaia di anni dalla sua introduzione dall’Asia, lo considera autoctono a tutti gli effetti e quindi oggetto di necessaria e corretta gestione faunistico venatoria.
In provincia di Alessandria, sull’appennino piemontese al confine con la Liguria, si trova una riserva vocata per la caccia al daino: la riserva Alta Val Borbera.
Non solo caccia agli ungulati, l’Italia offre anche numerose possibilità di caccia alla piccola selvaggina, sia stanziale sia migratoria: starne, fagiani, pernici rosse ma anche beccacce, tordi, anatre, quaglie e colombacci e anatidi.
Cacce da svolgere con un affiatato gruppo di compagni o anche in solitaria, magari in compagnia del proprio ausiliare a quattro zampe.
La riserva di caccia “La Montefeltro”a Rivergaro tra le dolci colline piacentine, è un habitat perfetto per la caccia col cane ma anche per i tradizionali drive all’inglese.
La Montefeltro: un’eccellenza per gli appassionati di caccia
La Riserva La Montefeltro: una gemma a pochi chilometri da Milano
Situata a breve distanza da Milano, la Riserva La Montefeltro rappresenta una meta ideale per chi cerca esperienze venatorie di alto livello senza dover affrontare lunghi viaggi. Con una popolazione abbondante e ben gestita di cinghiali e caprioli, questa riserva è un vero paradiso per i cacciatori, offrendo opportunità diversificate per diverse tecniche di caccia.
Oltre alla caccia con il cane da ferma, molto apprezzata per la sua tradizione e la bellezza del gesto, La Montefeltro è perfetta anche per la caccia di selezione. Le sue colline dolci, alternate a boschi e radure, forniscono l’habitat ideale per cinghiali e caprioli, rendendo ogni battuta una sfida emozionante e al tempo stesso gratificante. La varietà del territorio offre un’esperienza unica, capace di soddisfare i cacciatori più esigenti.
Un’esperienza completa per tutti i cacciatori
La Montefeltro offre un’ esperienza ideale sia per cacciatori esperti che per appassionati alla ricerca di emozioni autentiche. Che si tratti di esplorare i boschi lombardi alla ricerca di caprioli e cinghiali o di immergersi nella natura incontaminata del piacentino, questa riserva è il simbolo della passione per la caccia e del rispetto per il territorio.
La combinazione di gestione attenta, biodiversità ricca e paesaggi mozzafiato rende questa riserva unicha che offre un’ampia gamma di opportunità per vivere la caccia in modo completo, con la possibilità di abbinare sport, natura e cultura in un’esperienza indimenticabile.
FAQ
1. Quali specie si possono cacciare in Italia?
L’Italia offre una biodiversità straordinaria. Nei territori Montefeltro puoi cacciare selvaggina stanziale e ungulati: fagiani, pernici, quaglie, lepri, beccacce, ma anche cinghiali, caprioli, cervi, daini, mufloni e camosci. Ogni specie ha la sua stagione, i suoi territori e le sue emozioni.
2. Quali tecniche di caccia vengono utilizzate?
Montefeltro propone esperienze diverse, tutte personalizzabili:
Caccia con il cane da ferma, tra colline e boschi.
Caccia di selezione da altana o all’aspetto per ungulati.
Drive all’inglese: caccia in battuta con selvaggina rilasciata e fucili in linea, spesso in compagnia.
4. Quando è aperta la stagione venatoria?
Le date variano a seconda della regione e della specie. In generale:
Selvaggina stanziale: da metà settembre a fine dicembre.
Ungulati (come cervi, caprioli, daini): ottobre e novembre.
Beccacce: fino a gennaio, in alcune zone.
Le riserve organizzano le uscite in base ai calendari venatori locali e alla sostenibilità faunistica.
5. Che licenza serve per cacciare in Italia?
Per i residenti è necessaria l’abilitazione venatoria, con esame teorico e pratico, porto d’armi, assicurazione, tassa governativa e iscrizione all’ATC.
Per i cacciatori stranieri, Montefeltro si occupa di tutta la documentazione necessaria per ottenere una licenza temporanea, in modo rapido e sicuro.
6. Quanti giorni si può cacciare alla settimana?
La legge italiana consente la caccia fino a tre giorni a settimana (cinque in Sardegna), escluse le giornate di silenzio venatorio: martedì e venerdì.
In riserva privata con autorizzazione regionale (come Montefeltro), i tempi e le modalità sono regolati in base ai piani di gestione faunistica.
7. La caccia è regolamentata e sostenibile?
Sì. La caccia in Italia è regolata da una normativa molto attenta alla conservazione. La legge prevede piani di abbattimento controllati, zone di protezione e obblighi per i cacciatori, come le giornate ecologiche. Le riserve Montefeltro applicano protocolli rigorosi per garantire equilibrio e rispetto dell’ambiente.
8. Si possono usare cani durante la caccia?
Certamente. La caccia alla selvaggina stanziale viene praticata con cani da ferma addestrati, come setter, pointer, breton. Per il recupero degli ungulati feriti si utilizzano cani da traccia, ma non è consentito l’uso di segugi per la caccia al capriolo o al daino.
9. Quali armi e munizioni sono consentite?
Le armi da caccia ammesse sono: fucili a canna liscia, carabine a canna rigata, archi e falchi (per la falconeria).
Per gli ungulati è obbligatorio l’uso di munizione a palla unica. Le semiautomatiche sono permesse, ma con massimo due colpi nel caricatore.
10. Cosa rende speciale l’esperienza Montefeltro?
Montefeltro non è solo una riserva: è un punto di riferimento per chi cerca una caccia di qualità, etica, elegante e personalizzata. La cura nella gestione faunistica, l’ospitalità, la presenza di guide esperte, l’accesso a riserve incontaminate e la possibilità di vivere anche esperienze culturali (come la visita alla fabbrica Benelli) fanno di ogni giornata un ricordo indimenticabile.
Le varie tipologie di caccia in Italia offrono un’ampia gamma di esperienze venatorie. Ora non ti resta che capire quella che più ti si addice per scoprirne tutte le possibilità!















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